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Il Blog degli Studenti di Cagliari per dire NO alla legge 133
Possiamo cominciare
post pubblicato in diario, il 19 ottobre 2008

di Pierluigi Serra

 

Finalmente ci è possibile lanciare ufficialmente il blog degli Universitari di Cagliari!!

 

Questo strumento, assieme all’indirizzo e-mail e alla Mailing List, è finalizzato a raccogliere un gruppo di studenti cagliaritani che voglia esprimere liberamente il proprio dissenso alla Legge 133/2008 e coordinare azioni di protesta dirette alla sua rimozione.

 

Il blog, al giorno d’oggi, costituisce lo strumento democratico ed interattivo per antonomasia, laddove è possibile leggere e valutare l’opinione di un soggetto e comunicargli in tempo reale la propria impressione, il proprio favore, il proprio dissenso, l’emozione, la rabbia o l’ironia che suscita in noi il pensiero del blogger.

Proprio da questa interazione vogliamo partire per riflettere tutti assieme sugli effetti di questa tanto contestata legge e per capire cosa possiamo fare tutti assieme per contrastarla con tutte le nostre forze.

 

Abbiamo altresì attivato un indirizzo e-mail, universitari.cagliari@gmail.com, attraverso il quale potrete comunicare con noi e inviarci segnalazioni; inoltre, tutti i lettori potranno liberamente inviarci articoli inerenti alla legge e alle ragioni della protesta studentesca che verranno poi pubblicati nel blog.

 

Infine è già attiva una Mailing List su GoogleGroups alla quale potrete iscrivervi attraverso il banner a destra oppure collegandosi alla pagina web http://groups.google.it/group/universitari-controla133/boxsubscribe e seguendo le istruzioni per l’iscrizione.

 

La Ministra Gelmini ha stigmatizzato le proteste universitarie in quanto gli studenti, affetti da ignoranza legislativa, non conoscerebbero i contenuti del provvedimento di riforma che porta il suo nome, attualmente al vaglio del Parlamento (anche se sotto il ricatto della fiducia): ebbene, i blog che stanno spopolando sul Web sono la migliore risposta per questa Signora, la quale dall’alto di un salotto televisivo come Mattino 5, senza contraddittorio alcuno, tra un nuovo tronista e la cronaca di una prova alla trasmissione televisiva “La Talpa”, emette sentenze sul grado di coscienza delle proteste studentesche.

Questa è l’ennesima riprova dello scollamento esistente tra società civile e classe politica, la quale si trova lontana anni luce dalle reali esigenze del Paese e dei Cittadini ma che non tollera ingerenze e critiche da parte dei propri stessi elettori. Ed è venuto il momento di unirci e non tollerare ulteriormente queste prepotenze della nostra classe dirigente.


Buona Protesta a tutti!!

Le vere ragioni della protesta
post pubblicato in diario, il 18 ottobre 2008


L'attuale governo ha stabilito un taglio drastico dei finanziamenti all'università e alla ricerca che in pochi anni condurrà al crollo totale del sistema, il quale potrà reggersi solo grazie ad un aumento esponenziale dei finanziamenti privati,ossia le tasse pagate dagli studenti. La situazione è evidente: si punta alla privatizzazione dell'università, che significa accesso all'istruzione superiore solo ai più ricchi, che potranno permettersi di pagare altissime rette. Già ora la situazione è pesante da sostenere per la maggior parte delle famiglie, figuriamoci cosa potrebbe significare un aumento della tassazione fino al 50% e oltre nel giro di 3anni!!
Un ulteriore aspetto dell'attuale riforma voluta dal governo berlusconiano è il taglio ai finanziamenti per la ricerca e al blocco degli avanzamenti di carriera: ciò significa che la maggior parte dei nostri docenti o assistenti non avrà più un lavoro, nè potrà sperare di avanzare in carriera e sostituire vecchi professoroni mammuth che spesso non sono il massimo dell'insegnamento.
Sui ricercatori, mal pagati, si reggono la maggior parte degli insegnamenti e dei corsi attivati negli ultimi anni nelle nostre facoltà, ma la verità è che la didattica, ossia le ore di lezione, non rientrano nei compiti previsti nel lavoro di ricerca.
I professori di vario livello della mia facoltà hanno quindi deciso di opporsi a questi provvedimenti aderendo alla protesta nazionale di tutte le università italiane, per cui ciascun docente si atterrà alle ore di insegnamento strettamente previste da incarico istituzionale, il che significa 60 ore per i prof e 0 ore per i ricercatori. Questo condurrà alla paralisi dei corsi che non potranno essere svolti e al conseguente blocco dell'anno accademico. ATTENZIONE: questo non significa blocco degli esami e delle tesi in corso, che riguardano le annualità precedenti e quindi non rientrano nella protesta.
Nonostante il blocco delle lezioni sia un grave problema per gli studenti, io ho votato a favore di tale soluzione perchè ritengo sia il momento di iniziare a difendere la nostra università e soprattutto il GENERALE DIRITTO ALLO STUDIO!! Possiamo sperare di ottenere un cambiamento solo se decidiamo di organizzarci compattamente e fare fronte comune contro chi vuole trasformare l'università pubblica e la ricerca in strumenti di controllo privatizzato. Un paese che non investe nella ricerca e nel sapere dei suoi giovani è un paese che non ha futuro, che rinuncia a difendere la libertà di pensiero e la democrazia!
Conosco bene i problemi dell'università, ma credo sia giunto il momento di organizzarci per cercare di difendere il poco di buono che è rimasto. Non credete a chi vi dirà che i prof vogliono solo proteggere i loro stipendi e le loro poltrone, la situazione è grave e riguarda tutti noi. Vi invito ad aderire e a sostenere le proteste nelle vostre facoltà,a informare le famiglie e chi potete su queste tematiche perchè il diritto allo studio è un DIRITTO DI TUTTI, DA DIFENDERE ORA E PER IL FUTURO!!

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permalink | inviato da Piggio il 18/10/2008 alle 12:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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