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Il Blog degli Studenti di Cagliari per dire NO alla legge 133
Il ministro Brunetta a Cagliari
post pubblicato in diario, il 23 ottobre 2008
Ci segnalano che domani sarà presente il Ministro Brunetta a Cagliari. La notizia è confermata anche dall'AGI. Ecco il testo della mail che ci è giunta.

Come alcuni di voi sapranno oggi e domani si svolge a Cagliari il convegno INTERNET GOVERNANCE FORUM, organizzato da Renato Soru e il ministro per la Pubblica Amministrazione  e l'Innovazione Renato Brunetta (uno degli autori della legge 133 per intenderci).
 
Domani sera alle 17 ci sara' la chiusura dei lavori con un discorso degli organizzatori (leggasi ancora Soru e Brunetta).
Seppur possa sembrare inappropriato che il ministro Brunetta presieda un convegno sull'innovazione tecnologica visto i recenti tagli alla ricerca e Universita' Pubblica con il decreto 133/08 e il decreto salva banche 155/08, crediamo che questa sia un occasione unica, perche' ci sara' anche la stampa.
 
I precari dell'Istituto INN-CNR chiedono a TUTTI, studenti, docenti e ricercatori, di essere presenti domani alle 17  all'ingresso del convegno, per una manifestazione massiccia, con striscioni, volantini, megafoni, e quant'altro vi venga in mente!
 
L'indirizzo e':

Manifattura Tabacchi - Viale Regina Margherita, 33

Diffondiamo la notizia velocemente!!!!

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permalink | inviato da Piggio il 23/10/2008 alle 1:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
Le vere ragioni della protesta
post pubblicato in diario, il 18 ottobre 2008


L'attuale governo ha stabilito un taglio drastico dei finanziamenti all'università e alla ricerca che in pochi anni condurrà al crollo totale del sistema, il quale potrà reggersi solo grazie ad un aumento esponenziale dei finanziamenti privati,ossia le tasse pagate dagli studenti. La situazione è evidente: si punta alla privatizzazione dell'università, che significa accesso all'istruzione superiore solo ai più ricchi, che potranno permettersi di pagare altissime rette. Già ora la situazione è pesante da sostenere per la maggior parte delle famiglie, figuriamoci cosa potrebbe significare un aumento della tassazione fino al 50% e oltre nel giro di 3anni!!
Un ulteriore aspetto dell'attuale riforma voluta dal governo berlusconiano è il taglio ai finanziamenti per la ricerca e al blocco degli avanzamenti di carriera: ciò significa che la maggior parte dei nostri docenti o assistenti non avrà più un lavoro, nè potrà sperare di avanzare in carriera e sostituire vecchi professoroni mammuth che spesso non sono il massimo dell'insegnamento.
Sui ricercatori, mal pagati, si reggono la maggior parte degli insegnamenti e dei corsi attivati negli ultimi anni nelle nostre facoltà, ma la verità è che la didattica, ossia le ore di lezione, non rientrano nei compiti previsti nel lavoro di ricerca.
I professori di vario livello della mia facoltà hanno quindi deciso di opporsi a questi provvedimenti aderendo alla protesta nazionale di tutte le università italiane, per cui ciascun docente si atterrà alle ore di insegnamento strettamente previste da incarico istituzionale, il che significa 60 ore per i prof e 0 ore per i ricercatori. Questo condurrà alla paralisi dei corsi che non potranno essere svolti e al conseguente blocco dell'anno accademico. ATTENZIONE: questo non significa blocco degli esami e delle tesi in corso, che riguardano le annualità precedenti e quindi non rientrano nella protesta.
Nonostante il blocco delle lezioni sia un grave problema per gli studenti, io ho votato a favore di tale soluzione perchè ritengo sia il momento di iniziare a difendere la nostra università e soprattutto il GENERALE DIRITTO ALLO STUDIO!! Possiamo sperare di ottenere un cambiamento solo se decidiamo di organizzarci compattamente e fare fronte comune contro chi vuole trasformare l'università pubblica e la ricerca in strumenti di controllo privatizzato. Un paese che non investe nella ricerca e nel sapere dei suoi giovani è un paese che non ha futuro, che rinuncia a difendere la libertà di pensiero e la democrazia!
Conosco bene i problemi dell'università, ma credo sia giunto il momento di organizzarci per cercare di difendere il poco di buono che è rimasto. Non credete a chi vi dirà che i prof vogliono solo proteggere i loro stipendi e le loro poltrone, la situazione è grave e riguarda tutti noi. Vi invito ad aderire e a sostenere le proteste nelle vostre facoltà,a informare le famiglie e chi potete su queste tematiche perchè il diritto allo studio è un DIRITTO DI TUTTI, DA DIFENDERE ORA E PER IL FUTURO!!

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permalink | inviato da Piggio il 18/10/2008 alle 12:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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