.
Annunci online

Il Blog degli Studenti di Cagliari per dire NO alla legge 133
E' arrivata l'ora del cambiamento
post pubblicato in diario, il 2 novembre 2008
E' arrivato il momento di fare una scelta. La manifestazione appena passata del 30 Ottobre ha segnato una grande giornata di mobilitazione che ha coinvolto studenti (abbastanza), docenti (alcuni) e famiglie (tante) ma la camminata autunnale per le vie del centro di Cagliari non può essere il momento più importante della nostra protesta.
Se la visione del fiume di persone che hanno sfilato in corteo è stata corroborante per lo spirito di tutti noi impegnati nelle proteste, tuttavia è necessario affrontare il tema di quanto questi momenti possano essere effettivamente utili per lo scopo che ci stiamo prefiggendo: ottenere l'abrogazione degli articoli 16 e 66 della legge 133 e iniziare a lavorare per proporre una seria riforma dell'università che risolva veramente gli innumerevoli problemi di questo sistema.
Dobbiamo essere consapevoli che la lotta che stiamo intraprendendo non sarà breve e richiederà un impegno che deve andare oltre gli slogan e i cortei marcianti, un impegno di mesi e di mezzi che richiederà un nuovo modo di pensare e organizzarsi. La verità è che anche le azioni più clamorose perderanno presto il loro valore e il loro impatto se non sostenute da una parallela azione di tipo istituzionale che cioè sappia organizzare la protesta attraverso quelli che sono i canali del governo universitario, ossia la rappresentanza studentesca e il Senato Accademico.
Entro pochi mesi la nostra università di Cagliari si troverà ad affrontare due importanti momenti: le elezioni dei rappresentanti degli studenti e le elezioni del nuovo Rettore. Entrambi questi avvenimenti non possono certo non affrontare il problema della legge 133 e delle azioni volte a contrastarla guidando nel contempo un'azione di rinnovamento dell'università stessa.
Insomma, credo sia inevitabile, allo stato attuale delle cose, rimodulare anche le questioni che riguardato l'aspetto istituzionale dell'Università nel senso della protesta e della mobilitazione.
Per quanto riguarda la rappresentanza studentesca è auspicabile che il grande fermento propositivo e creativo che ha contagiato gli studenti dell'ateneo in questi mesi non vada disperso nel comune lassismo che ha sempre caratterizzato il momento delle elezioni della rappresentanza studentesca e la sua stessa identità: anche da questo, infatti, dipende lo scollamento tra il corpo studentesco e i suoi rappresentanti i quali, nella maggior parte dei casi, si sono dimostrati ampiamente incapaci, se non addirittura disinteressati, nel gestire l'attuale situazione di agitazione. Dunque, è auspicabile che questo risveglio delle coscienze dormienti degli studenti sappia tradursi in un nuovo movimento di rappresentanza studentesca che sia in grado, sempre fatta salva l'indipendenza da bandiere e partiti, di portare avanti delle proposte nuove, veramente condivise su larga base da chi frequenta l'università, a differenza di quanto accaduto sinora.
E' un'occasione che non possiamo permetterci di sprecare, far sì che il grande fermento dell'"Onda" non vada disperso in tanti piccoli rivoli inconsistenti, ma sappia trasformarsi in un fiume coerente portatore di un reale cambiamento all'interno del sistema universitario. Dobbiamo fare in modo che questi giorni, questi momenti e soprattutto lo spirito di collaborazione e interesse che si è venuto a creare in queste settimane, siamo mantenuti e portati avanti con uno sforzo continuo, che ci permetta di sfruttare i veri organi decisionali dell'università per condurre un vero cambiamento di cui essere protagonisti e non solo, ancora una volta, spettatori e vittime.
Se quello che vogliamo raggiungere è una vera riforma condotta  su un tavolo delle trattative paritario (che ciò poi ci sia permesso è tutto da vedere...) allora dobbiamo essere in grado di dare coerenza anche formale al nostro movimento e di impegnarci con ogni mezzo.
Ora sarà dunque importante fare attenzione ai prossimi avvenimenti, seguire la formazione delle liste candidate alla rappresentanza studentesca, sostenere chi è veramente portatore di un messaggio nuovo e coerente con il fine principale: ottenere una seria riforma che metta fine alla scandalosa situazione attuale e che sia pensata e costruita da tutte le parti in causa, tra cui gli studenti. Nello stesso tempo sarà importante prestare attenzione anche ai candidati Rettore, interrogarli e interrogarsi su come ciascuno di loro intenderà affrontare la nuova strada che ci si prospetta davanti.
Spero che sia finita la stagione dell'immobilismo studentesco, della passività che ci ha portato a subire qualsiasi cambiamento di sistema e di bandiera con lunghi sbuffi ma senza un'organizzazione di pensiero e di azione. Credo che l'indignazione che siamo riusciti a recuperare dai nostri animi sia la dimostrazione che non siamo solo "bamboccioni" viziati e intontiti dalla pubblicità, ma giovani pronti ad impegnarsi e ad agire quando qualcuno si approfitta della nostra debolezza dopo averci gettato nell'insicurezza. Riprendiamoci i nostri diritti, i nostri spazi e i nostri poteri, impegniamoci nella costruzione di una università migliore e magari, un giorno, quest'università migliore esisterà davvero.

Marianna Manca
Studentessa della Facoltà di Scienze della Formazione


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. protesta rappresentanza movimento università

permalink | inviato da Piggio il 2/11/2008 alle 12:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Sfoglia ottobre       
calendario
cerca